Glifosato, agrotossici, sementi OGM. Le vere armi di distruzione di massa.

Da Blog  di Maurizio Blondet, http://www.maurizioblondet.it, un interessante articolo che consiglio di leggere. Ci avvelenano ogni giorno in nome del profitto, almeno siamone consapevoli!

Nel consueto silenzio dell’informazione scritta e televisiva, a Bruxelles si sta consumando un nuovo crimine contri i popoli europei. La Commissione UE, nella persona del commissario greco alla Salute ed alla Sicurezza Alimentare , sta cercando, ed ovviamente troverà il modo di rendere permanente l’autorizzazione all’uso del glifosato, il diserbante più usato al mondo. In queste settimane, c’è stato un fermo nelle iniziative legislative dei dittatori comunitari, che, giova ripeterlo sempre, sono immediatamente esecutive in tutti i 28 Stati una volta sovrani dell’Unione .

In materia, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro (IARC) ha da tempo affermato che il glifosato è “probabilmente cancerogeno per gli esseri umani”, e la serietà, soprattutto l’indipendenza di quella organizzazione è riconosciuta da oltre quarant’anni di attività scientifica.  Un prodotto , quindi, il glifosato, che diserba e, contemporaneamente, mina la salute di animali ed umani. Fin dal 2000, fortunatamente, in sede europea, è norma il cosiddetto “principio di precauzione”, che proibisce l’uso e la vendita di qualsiasi prodotto o ritrovato di cui non si conoscano ancora gli effetti, o su cui gravi , come nel caso del glifosato, il fondatissimo sospetto di nocività.

Eppure… Giova sapere che il diserbante è stato il più fortunato brevetto della Monsanto, e che, scaduti i diritti nel 2011, è oggi prodotto liberamente da più aziende, almeno un dozzina nella sola Italia.La variante resistente agli OGM, il cui nome commerciale è Roundup, è il prodotto più redditizio della gamma Monsanto.

L’Unione Europea, tra le sue numerose, costose emanazioni pagate con il denaro dei contribuenti , dispone di una Autorità per la Sicurezza Alimentare (EFSA) . Sull’argomento, l’organo europoide, una volta di più, non ha fatto altro che accogliere le conclusioni delle parti interessate, per le quali, ovviamente, il glifosato non è affatto pericoloso. A Bruxelles, nei palazzi del potere europeo, si alternano circa ventimila lobbisti, riuniti in numerose associazioni. Una di esse è l’ECPA, Associazione per la Protezione delle Piantagioni.

Nella consueta inversione neolinguistica promossa degli oligarchi, la protezione delle piantagioni è in realtà la difesa degli interessi delle multinazionali associatedel settore: BASF Agro, Syngenta, Bayer, Dupont, oltre alla solita Monsanto.  I lobbisti, naturalmente, stanno studiando con la Commissione il modo di rendere definitive le autorizzazioni alla produzione ed alla commercializzazione intraeuropea di un prodotto la cui pericolosità è conclamata. L’agribusiness prima di tutto, perbacco !

Basterebbe verificare la drammaticità della situazione argentina: il grande Paese sudamericano ha dovuto riconvertire gran parte della produzione agricola , ed è oggi il massimo fornitore al mondo di soia geneticamente modificata, con oltre 22 milioni di ettari coltivati, oltre la metà dei campi coltivati a cereali . Il glifosato è il famoso Roundup Monsanto, resistente al pesticida. Una coppia fissa, da anni, quella delle sementi OGM, casualmente di proprietà delle multinazionali già nominate , e del glifosato, il cui metabolita che molti chiamano killer , l’acido aminometilfosfonico, è presente nel mais, nella soia, nella colza e nel cotone OGM.

Un fotografo argentino , Pablo Ernesto Piovano, ha documentato in immagini agghiaccianti che hanno fatto il giro del mondo e che chiunque può visionare in rete, l’effetto sugli esseri umani, in particolare sui bambini, dell’esposizione al diserbante. Nelle zone agricole argentine i casi di tumori infantili sono triplicati in pochi anni e le malformazioni neonatali di ben quattro volte. Un caso ? La benemerita EFSA lo affermerà certamente, con il supporto di eminenti scienziati “amici”, ma i fatti, che hanno la brutta abitudine di essere   tenaci e di tornare a galla, dicono che in Argentina  sono stati irrorati 370 milioni di litri di pesticidi tossici solo nell’anno 2012. Secondo una rivista di fotografi professionali, Burn, quasi un terzo  della popolazione argentina subirebbe effetti negativi dall’uso del glifosato.

La prestigiosa rivista medica The Lancet Oncology  parla di rischi per leucemie infantili, malattie della pelle, malformazioni neurovegetative., linfomi.  Nessun turbamento, per azionisti, scienziati, fiancheggiatori vari del sistema: loro non mangiamo cibi transgenici, e le loro ville sono lontane dalle zone di coltivazione.Quanto agli altri, sono semplici danni collaterali di un affare da molti miliardi di euro l’anno.

Il principio di precauzione appare quindi assolutamente opportuno, a livello europeo, in attesa della conferma, o della smentita da parte di organi indipendenti, dei dati dell’ente di ricerca sul cancro e di tanti altri studiosi e militanti. Al contrario, i lobbisti dell’ ECPA, attaccano proprio tale norma, e cercheranno di aggirarla con l’aiuto di ben pagati avvocati e compiacenti funzionari. Tuttavia, proprio questa è la prova della malafede delle multinazionali: se possedessero dati tranquillizzanti per le popolazioni, li esibirebbero con ogni facoltà di prova, e non attaccherebbero la normativa “in punto di diritto”.

A proposito, a detta di tutti gli osservatori, tanto in sede europea che nell’ambito delle organizzazioni affiliate all’ONU, si assiste da anni allo strano fenomeno delle porte girevoli, ovvero al passaggio di funzionari, esperti e professionisti vari dalle grandi aziende multinazionali alle strutture cosiddette di controllo. Oggi qui, domani là, prima controllati, poi controllori.

Questo è il volto vero ed oscuro della globalizzazione, che, nel caso di cui parliamo, svela la propria anima assassina , rivoltante ed antiumana.

Accenniamo allora ad un ulteriore, drammatico risvolto del sistema dei pesticidi e delle sementi OGM, quello delle tecnologie, che, brevettate, controllano ormai le fonti della vita.

Un’azienda biotech, la Delta and Pine Land, ha scoperto e naturalmente coperto da brevetto, una tecnica, definita “sistema di protezione della tecnologia” che rende sterili le piante cui viene applicata.

Possedere bombe atomiche  è meno pericoloso….  Sterilizzano una pianta e ci costringono quindi ad usare le loro sementi, rivendendole dopo ogni raccolto. Il brevetto si chiama, onestamente, Terminator , ed è oggi nelle mani della solita Monsanto, che vende i semi “suicidi” in Asia, Africa, Sudamerica.

Da anni, comprano pubblicità su giornali e TV e mobilitano i giornalisti di riferimento per propalare la favola della lotta alla fame nel mondo: le sementi OGM sarebbero l’arma totale dei buoni, intenzionati  a sfamare il Terzo e Quarto Mondo. Peccato che l’Africa non conoscesse la morte per fame sino al 1960, ma dopo, costretta alle monocolture imposte da Banca Mondiale e  Fondo Monetario Internazionale, ha visto la morte e l’inedia di milioni dei suoi figli .

Chi dà la morte si chiama assassino. Banca Mondiale, FMI e multinazionali biotecnologiche sono quindi, ad ogni effetto, assassini seriali, genocidi, come il sistema bancario internazionale, e come tali i popoli hanno il dovere, non il diritto di fermarli e di trascinarli davanti ad un tribunale di Norimberga dell’economia e della finanza criminale !

Alcuni esempi: il famigerato defoliante Agente Arancio , ampiamente irrorato dagli Usain Vietnam durante la guerra, e l’ormone sintetico Posilac , utilizzato per la crescita dei bovini  e dei profitti degli azionisti di Monsanto, prodotto che moltissimi descrivono come tossico , vietato in Europa, ma che vi entrerà dalla finestra con il Trattato di Partenariato Transatlantico.

Intanto, mentre scriviamo o leggiamo queste note, il mais OGM minaccia il povero Nepal e l’intera zona dell’Himalaya.  Possiamo ipotizzare che le nuove sementi siano, o possano diventare, armi per la riduzione programmata e massiccia della popolazione. Altro che Saddam e la narrazione ( oggi dicono storytelling…) delle introvabili armi di distruzione di massa , che ha consentito l’approvazione della guerra da parte di strati importanti delle opinioni pubbliche  occidentali. Il seme Terminator ne è la prova: che cosa faranno le nazioni , specie le più povere, quando o se non potranno pagare le royalties ai proprietari dei brevetti, e le loro povere coltivazioni saranno diventate sterili ?  Se c’è un’evidenza negata solo dalla parte interessata è che i raccolti OGM distruggono l’equilibrio della sostanza nutritive naturali dei terreni  , e ne impediscono il transito nelle radici.

L’ingegnerizzazione imposta all’agricoltura, a partire dall’origine, ovvero dal sistema delle sementi e della trasformazione genetica, ha uno scopo preciso, che non è tanto il profitto, quanto il controllo del mercato dei semi ( mercato dei semi è un’espressione  ripugnante ! ), quindi la disponibilità di cibo per gli esseri umani.

Il cibo diventa un’arma, più insidiosa e terrorizzante delle stesse bombe. La potenza infinita dei padroni delle sementi , la loro capacità di distorcere l’opinione pubblica a loro favore può essere dimostrata già a partire da un’evidenza finanziaria, la presenza della Fondazione Bill Gates (Microsoft) tra gli azionisti dei giganti del settore, in particolare di Monsanto .

Tra le tante informazioni che stanno trapelando per merito di osservatori  coraggiosi e della rete Internet c’è quella dei legami tra una delle numerose agenzie governative statunitensi, la USAID , e le multinazionali della chimica applicata all’agricoltura ed alla tecnologia transgenica. L’USAID si occupa ufficialmente di aiuti ai Paesi bisognosi, ma è una emanazione del Dipartimento della Difesa americano, largamente utilizzata in operazioni coperte ed in particolare nel reclutamento di leader politici , ricercatori, alti funzionari  , da “sensibilizzare” , nelle maniere e con le modalità che ciascuno può intuire, ai temi della ricerca transgenica e delle biotecnologie applicate alle sementi.

La sola Monsanto controlla circa il 95% della fornitura mondiale di semi per cibo, ed ha ormai non soppiantato, ma espulso dal mercato ( c’è un mercato con il 95 per cento ???) i produttori di sementi naturali. Fondamentalmente, un seme OGM, ed anche il relativo diserbante, è un valore strategico militare.

In India le multinazionali brevettano semi ed innesti elaborati durante secoli, forse millenni, dalle popolazioni agricole locali, poi ne vietano l’uso senza il pagamento di diritti. E’ rapina con le armi di un sistema giuridico complice, ed è genocidio in guanti bianchi nei confronti di chi, derubato, non può pagare una vera e propria estorsione.

Il controllo genetico delle sementi alimentari e dei diserbanti chimici , nonché la loro ricostituzione sono elementi di una strategia precisa di dominazione a medio termine, di cui il soggetto privato, si chiami Monsanto, Syngenta, Dupont od altro, non è che il terminale di un progetto che ha nell’alta finanza, proprietaria , attraverso complessi incroci azionari, dei pacchetti di controllo dellemaggiori multinazionali, l’attore principale , dominus e beneficiario finale, a fini di potere globale. L’apparato statale americano, in particolare le poderose strutture, non solo di combattimento, dell’esercito e le Agenzie specializzate nell’intelligence ne sono il braccio secolare.

Vogliamo ripeterlo: in questo settore, come in altri, i pur immensi profitti non sono l’obiettivo principale. Il controllo del cibo vale ben più dei miliardi di dollari pretesi  da questi usurai della vita.

Il progetto è sempre uno: un governo mondiale diretto da un’oligarchia di banchieri ed azionisti globali, all’ombra delle armi americane. Non ce ne dimentichiamo mai.

Un cinese sapiente avvertiva che lo sciocco guarda il dito che indica la luna, solo il saggio osserva la luna.  Smettiamo di detestare i responsabili politici nazionali, malandrini e corrotti certamente, ma semplici camerieri di un potere ben più grande di loro, che spesso neppure conoscono, e , stante il livello di molti tra loro, neppure capiscono.

La lotta, purtroppo, è ad un livello diverso. Informarsi è il primo passo, poi occorre capire : se la verità rende liberi, come insegnava Giovanni, l’eremita di Patmos, solo la verità ci permette di indignarci e mettere nel mirino il vero nemico.

Noi dobbiamo essere avanguardie che animano, possibilmente orientano, articolati fronti di opposizione . Loro sono infinitamente potenti, noi, se cominceremo a far capire, potremo diventare infinitamente numerosi.

Roberto Pecchioli

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Più si beve latte e più calcio si perde dalle ossa.

Su http://www.disinformazione.it ho trovato questo studio pubblicato sul British Medical Journal, una delle pubblicazioni scientifiche più autorevoli al mondo. Credo che sia superfluo aggiungere altro……

Marcello Pamio
Non esiste alimento migliore. Il latte che sgorga dalle mammelle è da sempre raccomandato da medici e nutrizionisti per il fabbisogno proteico e soprattutto per l’apporto di calcio, minerale questo fondamentale per far crescere e mantenere in salute la struttura ossea.
Fin qui nulla da eccepire se si trattasse del latte di mamma e se le mammelle fossero di una bella madre e non di una vacca ingravidata artificialmente.
Questa premessa è obbligatoria perché ancora oggi c’è chi confonde le due cose. Si confonde il latte materno, vero e unico nutrimento basilare per il sano e corretto sviluppo del neonato d’uomo, con il latte di vacca, alimento predisposto esclusivamente per la crescita rapidissima dei vitelli.
Confusione questa assai pericolosa per la salute umana, ma ormai incarnata nell’inconscio collettivo per la gioia delle lobbies alimentari e farmaceutiche.
Per fortuna sempre più studi scientifici stanno evidenziando e sottolineando tale rischio, affermando che il latte vaccino non va bene per l’alimentazione umana.
L’ennesima ricerca arriva dalla svedese università di Uppsala è ed stata pubblicata su uno dei giornali scientifici più accreditati al mondo, il British Medical Journal.
Nello studio vengono presi in esame due grandi coorti composte da 61.433 donne (dai 39 ai 74 anni) e 45.339 uomini (dai 45 ai 79 anni), monitorati per ben 20 anni.
Durante il follow-up medio di 20 anni, 15.541 donne sono morte e 17.252 hanno avuto una frattura ossea, delle quali 4.259 all’anca. Per gli uomini in un follow-up medio di 11,2 anni, 10.112 sono morti e 5.066 hanno avuto una frattura, dei quali 1.116 all’anca.
Le conclusioni dello studio svedese non lasciano spazio a nessun dubbio: i ricercatori hanno scoperto che non solo non vi è stata alcuna riduzione delle fratture ossee nelle persone che hanno consumato latte, ma addirittura nelle donne il consumo stesso di latte è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura.
Le persone che hanno bevuto tre bicchieri o più di latte al giorno avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne aveva consumato meno di uno.
L’autore dello studio, il professor Karl Michaelsson, spiega che i loro risultati “possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato di latte per prevenire le fratture da fragilità. Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte”.
Ma non ci hanno sempre detto che per prevenire l’osteoporosi bisogna bere tanto latte e mangiare tanti formaggi?
Questa cosa è risaputa da sempre in chi si occupa seriamente di nutrizione umana, mentre è ancora un’eresia da estirpare con ogni mezzo per coloro che studiano sui libri scritti dalle lobbies farmaceutiche e si basano sulle piramidi alimentari redatte dalle industrie alimentari!
A parte le sterili diatribe sul latte sì o latte no, i dati parlano chiaro: nei paesi maggiori consumatori di latte e latticini vi è il maggior numero di fratture ossee. E questo è un dato di fatto assodato.
Come si spiega? Come la mettiamo?
Semplicissimo: da una parte l’elevato contenuto del lattosio, lo zucchero del latte che crea un ambiente acidificante dato che a livello intestinale viene degradato ad acido lattico, e tale ambiente fa aumentare le infiammazioni e lo stress ossidativo. Condizioni queste alla base di un maggior rischio di mortalità e paradossalmente di fratture ossee.
Nella medesima ricerca tale associazione di rischio è stata osservata anche con l’assunzione dei derivati del latte come i formaggi, anche se in questo caso sono andati coi piedi di piombo per non andare a cozzare esageratamente contro interessi economici enormi (industria casearia).
E’ bene ricordare che il latte di un mammifero è specie-specifico quindi adatto e perfetto per il cucciolo di quella specie. Il latte di donna per esempio è perfetto per il neonato dell’uomo, la cui crescita è molto lenta, mentre il latte di vacca è perfetto per far crescere molto velocemente il vitello. Un neonato in sei mesi raggiunge il peso di circa 7/8 kg, mentre nello stesso periodo il vitello oltre 300 kg.
Quindi è normale che il latte vaccino contenga livelli spropositati di ormoni della crescita (estrogeni ma non solo), cosa che non ha il latte umano. Questo esubero di ormoni andrà a squilibrare in senso negativo la funzionalità delle ghiandole endocrine e tutto il delicatissimo asse ormonale umano (ipofisi, tiroide, seni, ovaie, testicoli, prostata, ecc.).
Altre ricerche hanno riscontrato che il latte delle vacche da allevamento intensivo (tutto il latte venduto nella grande distribuzione) contiene un ormone, l’estrone solfato, in maniera 33 volte superiore a quello delle vacche che producono latte normalmente.
L’estrone solfato è imputato di essere la causa di numerosi tumori ormono-sensibili: seno, prostata, testicoli e colon…
Un altro fattore imputato nei tumori al seno e alla prostata è l’Insulin-like Growth Factor (IGF-1). Questo ormone, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumano regolarmente latticini. Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino.
La d.ssa Susan Hankinson di Harvard ha dimostrato che le donne sotto i 50 anni con i tassi di IGF-1 più elevati hanno un rischio 7 volte maggiore di contrarre il cancro al seno rispetto a donne con valori bassi. Stessa cosa per il cancro alla prostata, solo che in questo caso gli uomini con maggior IGF avevano un tasso di rischio fino a 9 volte maggiore.
Infine il latte vaccino è un alimento difficilmente digeribile e assimilabile per il nostro metabolismo in quanto sempre più spesso l’uomo è privo dei due enzimi basilari imputati a questo compito: la rennina e la lattasi.
L’intolleranza al lattosio colpisce il 95% dei soggetti asiatici, il 74% dei nativi americani, il 70% degli africani, il 53% dei messicani e il 15% dei caucasici. Non esiste al mondo una sostanza intollerante quanto il latte vaccino. Ci sarà un motivo oppure no?
Senza questi enzimi o con una loro carenza, le proteine e gli zuccheri del latte non sono correttamente digeribili e possono creare nel tempo seri problemi all’organismo (problemi gastro-intestinali, diarrea, flatulenza, morbo di crohn, ecc.).
La medicina naturale sa queste cose da sempre, mentre la medicina allopatica è ancora dell’idea che il latte vaccino sia l’alimento perfetto per l’essere umano, l’alimento che protegge le ossa dall’osteoporosi…
E questo anche se, come dice l’oncologo Franco Berrino, “non esiste un solo studio che abbia documentato che una dieta ricca di latticini in menopausa sia utile ad aumentare la densità ossea e a prevenire le fratture osteoporotiche”. Invece ciò che è risaputo è che “la frequenza di fratture in menopausa è tanto maggiore quanto è maggiore il consumo di carne e di latticini”.
Esattamente il contrario di quello che ci viene detto.
Beata ignoranza…
Lo studio è pubblicato nel sito ufficiale del British Medical Journal

http://www.bmj.com/content/349/bmj.g6015

Dott. Berrino: ‘Farina 00, Il più grande veleno della storia’

La farina 00 è il più grande veleno della storia, anche se biologica“, così il professor Franco Berrino, oncologo presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, definiva questo alimento in una puntata di Report del 2009. E il motivo è che la farina bianca, così come tutti i prodotti raffinati, causa un aumento della glicemia e, di conseguenza, un incremento dell’insulina, portando col tempo ad un maggior accumulo di grassi depositati, e al conseguente indebolimento del nostro organismo, che diventa maggiormente esposto ad ogni tipo di malattie, anche tumori. Berrino ha spiegato che la farina 00, malgrado non abbia alcun gusto, ha avuto successo commerciale perché si conserva per un tempo indeterminato. Quando la farina viene raffinata perde le proprietà nutrienti tipiche del frumento integrale, che è un’ottima fonte di fibre ed è ricco di numerose sostanze, che si trovano nella crusca e nel germe.
Quando mangiamo prodotti raffinati, tra cui il pane bianco, gli zuccheri presenti nel sangue aumentano improvvisamente e in maniera notevole e di conseguenza il nostro organismo produce più insulina, che porta all’incremento di grassi depositati e favorisce un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati. Tutto ciò può causare malattie cardiache. Inoltre, col passare del tempo, la produzione di insulina si blocca perché il pancreas è troppo carico di lavoro, provocando stati patologici come l’ipoglicemia e malattie come il diabete.
L’unico modo per ovviare al problema è consumare prodotti integrali, ma bisogna stare attenti! Perché spesso il pane integrale venduto nei supermercati è “finto” e lo si può riconoscere perché è più chiaro di quello “vero”. Negli scaffali dei supermercati troviamo anche altri finti prodotti integrali come pasta, fette biscottate, crackers e dolci. La maggior parte di questi viene prodotta aggiungendo alla farina 00 della crusca finemente rimacinata, che è un residuo della raffinazione.
E il danno provocato dai “finti prodotti integrali” è doppio, spiega Franco Berrino, perché “provoca l’indice glicemico alto della farina raffinata e l’effetto dannoso della troppa crusca, che è quello di ridurre l’assorbimento del ferro e del calcio“.


E in merito alla farina 00 biologica l’epidemiologo ha spiegato: “Così si trova anche il paradosso assurdo del supermercato che ti vende la farina 00 biologica. Ma come si può sciupare un grano biologico per fare una farina 00? Se mangio la farina 00 posso prendere anche quella non biologica, tanto i pesticidi rimangono nella parte integrale, cioè nel germe e nella crusca, e dunque sono eliminati col processo di raffinazione che porta alla 00“.
Dunque la cosa ideale da fare, sempre secondo Berrino, è “acquistare grano biologico dai nostri contadini (possibilmente il grano duro, che ha un contenuto più basso di zuccheri) e macinarselo da soli. In casa“.

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I sintomi che indicano una carenza di Magnesio nel corpo

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La carenza di magnesio è una problematica spesso mal diagnosticata, perché difficilmente traspare dagli esami del sangue e la sua ricerca non è inserita nelle analisi di routine.
Eppure, il magnesio è un minerale essenziale per il nostro organismo, perché la sua assenza può essere alla base di vari disturbi e diversi tipi di malattie.
Molte persone, quotidianamente, possono soffrire di carenze di magnesio senza nemmeno accorgersene. Tra i sintomi più comuni ci sono: una continua sensazione di sete o ancora spossatezza, disturbi del sonno, alti livelli di stress. Tutti segnali che possono essere sottovalutati o scambiati come campanello d’allarme di altre carenze, altre malattie.
Vediamo allora alcuni sintomi che possono aiutarci a capire meglio se siamo di fronte a una carenza di magnesio.
I primi segnali di una carenza di questo minerale possono essere la perdita di appetito, la presenza di nausea e di affaticamento, un senso generale di debolezza.
Disturbi muscolari
I muscoli appaiono deboli, visto che parte del magnesio è immagazzinato nei tessuti e si può andare incontro spesso a crampi e dolori muscolari.
Appena la carenza di magnesio peggiora, i sintomi diventano più persistenti e soprattutto fastidiosi. Si può arrivare a un intorpidimento della muscolatura, al formicolio, ma anche ad anomalie del ritmo cardiaco e a convulsioni.
Dobbiamo prestare bene attenzione a una cosa: la carenza di magnesio può colpire quasi tutti gli organi e i sistemi del corpo, con particolare riferimento ai muscoli scheletrici. Per questo è frequente che si presentino spasmi, crampi, tensione o dolori alla schiena, al collo e alla testa. Inoltre, si può sperimentare anche un senso di costrizione toracica e di difficoltà respiratorie.
Disturbi del sistema nervoso
A questi sintomi possono essere collegati anche costipazione, difficoltà a deglutire, soprattutto quando si mangia lo zucchero, difficoltà ad abituarsi ad ambienti luminosi, alta sensibilità al rumore.
Anche il sistema nervoso centrale e quello periferico sono continuamente influenzati da questa carenza: possiamo andare incontro a iperattività, insonnia, agitazione costante, attacchi di panico.
Se c’è una carenza di magnesio, il cervello ne viene particolarmente colpito. Il pensiero diventa nebuloso, confuso, disorientato, ci si sente depressi e si può anche andare incontro ad allucinazioni.
Uno dei motivi principali per cui i medici prescrivono milioni di tranquillanti ogni anno è che le persone si sentono nervose e irritabili. Condizioni che possono essere in gran parte causate proprio da una carenza di magnesio. La persona che ne soffre, infatti, diventa irritabile, nervosa e molto sensibile al rumore, è iper-eccitabile.
Disturbi cardiovascolari
Anche il sistema cardiovascolare può lanciarci i suoi segnali, tra cui: palpitazioni, aritmie cardiache, pressione alta.
Naturalmente, non è sufficiente che uno solo di questi sintomi sia presente per pensare di essere di fronte a una carenza di magnesio. Per iniziare ad avere dei dubbi e dare il via ad esami più approfonditi è infatti necessario che si presentino più disturbi uniti insieme, anche se non tutti.
L’importanza del magnesio
Il magnesio è un minerale necessario per la sopravvivenza di ogni cellula del corpo: ha infatti un ruolo chiave in molti sistemi enzimatici e reazioni del metabolismo; è essenziale per la sintesi proteica e per l’uso di grassi e carboidrati immessi con l’alimentazione, al fine di creare l’energia sufficiente al funzionamento del corpo.
Quando si è carenti di magnesio, si genera anche una grande perdita di calcio nelle urine; questo può facilitare la presenza di carie, uno sviluppo osseo scadente, una lenta guarigione delle fratture.
La carenza può presentarsi naturalmente a livelli differenti:
• Primi segnali: stanchezza fisica e mentale, tensione persistente, tic sotto gli occhi, tensione nelle spalle e nella schiena, mal di testa, ritenzione di liquidi durante la fase premestruale. I primi sintomi di una carenza di questo minerale possono essere la perdita di appetito, la presenza di nausea e di affaticamento, un senso generale di debolezza.
• Manifestazioni di una più importante carenza di magnesio: debolezza, affaticamento, confusione, irritabilità, nervosismo, ansia, cattiva digestione, squilibri ormonali, incapacità di dormire, tensione muscolare, spasmi e crampi, indebolimento delle ossa.
• Una grave carenza di magnesio genera: ritmo cardiaco anormale, bassi livelli di calcio e potassio nel sangue, insonnia, mal di testa, visione offuscata, ulcere della bocca, stanchezza e ansia.

da http://www.ambientebio.it

Piselli: fonte sorprendente di fitonutrienti e vitamine

Piselli

Tipici di questo periodo, i piselli freschi racchiudono in sé numerose proprietà: sono stati infatti considerati per secoli uno degli alimenti base di tutto il mondo. Nonostante abbiano delle dimensioni decisamente ridotte, i piselli sono un alimento denso di nutrienti, molto di più di quanto altri ortaggi importanti lo siano in realtà. Possono essere consumati sia freschi che secchi, in base al periodo. Questo è quello migliore per riuscire a beneficiare dei baccelli freschi. Sono legumi dal gusto gradevole e dolce, grazie all’abbondante concentrazione di zuccheri che, dopo l’essiccazione, si perdono anziché concentrarsi. Vediamo adesso perché è così importante inserirli nella propria dieta.
Sono altamente digeribili
Rispetto ad altri legumi, i piselli risultano più digeribili, anche grazie a una minore quantità di amido. Non solo, hanno pochi grassi e poche calorie, quindi si possono adattare a qualsiasi tipo di dieta. Sono tollerati anche da chi fa fatica a mangiare fagioli e ceci.
Aiutano a combattere il cancro
I piselli contengono al proprio interno un polifenolo, chiamato coumestrolo, un fitonutriente utile a proteggere il nostro organismo dall’insorgenza del cancro allo stomaco. A renderlo noto, una ricerca condotta nel settembre del 2009 che ha evidenziato come, attraverso la dieta e l’assunzione di particolari sostanze, tra cui appunto il coumestrolo, è possibile ridurre la percentuale di incidenza del cancro allo stomaco. Il polifenolo in questione è contenuto soprattutto in tre tipi di legumi: fave, fagioli e piselli. Il consumo giornaliero di alimenti che contengono coumestrolo, nei piselli ce ne sono più di 2 milligrammi, potrebbe quindi proteggere il nostro organismo dall’insorgenza di questa malattia.
Contro i processi infiammatori e degenerativi
I piselli sono anche ricchi di saponine, acidi fenolici e diversi flavonoidi. La maggior parte di questi fitonutrienti possiede proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie che gli conferiscono un ruolo importante nel prevenire malattie degenerative come il morbo di Alzheimer, l’artrite e la degenerazione maculare. Gli antiossidanti forniscono anche dei benefici anti-invecchiamento, dal momento che eliminano i radicali liberi responsabili del danneggiamento delle cellule.
Contro la pressione alta e i problemi ai reni
Secondo uno studio del 2009, presentato durante il 237esimo Meeting della Società Americana di Chimica tenutosi a Salt Lake City, nello Utah, i piselli sarebbero un alimento essenziale per la salute della pressione arteriosa e dei reni. I ricercatori hanno isolato dai piselli gialli, per la prima volta, una sorta di miscela salva-pressione, costituita da una proteina idrolizzata del legume. Introdotta nella dieta di alcune cavie colpite da policistosi renale, sembra che questa proteina miracolosa abbia ridotto la pressione sanguigna del 20%. Un sollievo anche per i reni naturalmente, che hanno cominciato a lavorare meglio, filtrando le tossine del plasma con più efficienza.
Sono densi di nutrienti
Una tazza di piselli cotti fornisce al corpo con il 26% della dose giornaliera raccomandata (RDI) di vitamina A; il 38% della RSI di vitamina C e il 52% della RSI della vitamina K. Questi legumi contengono anche grandi quantità di fibre, acidi grassi omega-3 (per lo più sotto forma di acido alfa-linolenico) e molti minerali essenziali e vitamine del gruppo B. Inoltre, i piselli vantano anche due volte la quantità di proteine della maggior parte delle altre verdure.

Non solo, sono utili in caso di stitichezza e contengono fitoestrogeni, sostanze simili agli estrogeni femminili che possono fungere da validi alleati contro i sintomi della menopausa.

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219 Piselli fini

 

Contrastare l’acidità per eliminare i tumori

IL METABOLISMO DEL CANCRO

CONTRASTARE L’ACIDITA’ PER ELIMINARE I TUMORI

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Nel 1931 Otto Henrich Warburg, uno scienziato tedesco, ricevette il premio Nobel per aver scoperto che la causa principale del cancro è data da uno stile di vita e soprattutto alimentare anti-fisiologico. Di fatto, l’inattività, unitamente ad una dieta basata su cibi acidi, danno luogo all’acidosi cellulare che, a sua volta, provoca l’espulsione dell’ossigeno dalle cellule. E più manca ossigeno nelle cellule, più si crea un ambiente acido. Secondo Warburg, infatti, “la mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: se una persona ha l’uno, ha anche l’altro”. Ovvero, se è presente un eccesso di acidità, automaticamente si avrà una carenza di ossigeno nel corpo Allo stesso modo, se l’ossigeno è insufficiente, si avrà acidità nell’organismo. Inoltre, Warburg asseriva che “le sostanze acide respingono l’ossigeno, a differenza di quelle alcaline che, invece, lo attirano. Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”. Contrariamente a quanto avviene per le cellule sane che hanno un assoluto bisogno di ossigeno, quelle tumorali – che sono anaerobiche (cioè non respirano ossigeno) – vivono necessariamente senza e, in presenza di alti livelli di ossigeno, muoiono, come aveva scoperto lo scienziato tedesco e riportato nella sua opera intitolata Il metabolismo dei tumori. In questo trattato, Warburg ha dimostrato che tutte le forme tumorali sono caratterizzate da due condizioni: acidosi del sangue e ipossia. Oltre alla mancanza di ossigeno, a favorire le crescite tumorali vi è anche la presenza di glucosio. E a determinare l’acidità o l’alcalinità dell’ambiente cellulare è unicamente il cibo di cui ci nutriamo: gli alimenti, terminato il processo digestivo, a seconda delle loro caratteristiche organolettiche, generano nell’organismo una condizione di acidità o di alcalinità.
Nel 2010, circa 80 anni più tardi, partendo proprio dalla considerazione che l’acidità è una caratteristica fondamentale del mircroambiente tumorale, sono stati presentati all’Istituto Superiore di Sanità, durante il Primo Simposio Internazionale, tutti gli studi su cui è concentrato l’International Society for Proton Dynamics in Cancer (ISPDC). L’obiettivo di queste ricerche è di colpire esclusivamente il target molecolare che provoca il tumore, “al fine di evitare i frequenti effetti collaterali delle terapie tradizionali utilizzando inibitori della pompa protonica per inibire la crescita della massa tumorale”, come spiegato da Stefano Fais del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità.
A causare le condizioni favorevoli per le crescite tumorali vi è un iniziale accumulo di acido lattico dovuto al metabolismo tumorale, e la successiva selezione di cellule che, per far fronte all’incremento dell’acidità, provocano un iperfunzionamento delle pompe cellulari che eliminano protoni all’esterno della cellula.
In Italia, i primi due studi clinici sono stati eseguiti per i melanomi presso l’Istituto dei Tumori di Milano e l’Università di Siena e per gli osteosarcomi presso il Gruppo Italiano dei Sarcomi, a Bologna.
Del medesimo approccio si sono avvalsi i ricercatori della Fudan University di Shangai per combattere il carcinoma alla mammella.
In Florida, il professor Robert Gatenby del Dipartimento di Oncologia Integrata del Cancer Center di Tampa, per le sue ricerche ha utilizzato il bicarbonato somministrato per via orale.
Ancora, il professor Kusuzaki del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Edobashi, a Tokio, per contrastare i sarcomi ha usato l’arancio di acridina; questa molecola ha la capacità di concentrarsi negli organuli acidi della cellula e, in seguito ad un impulso luminoso (raggi x), si tramuta in un composto altamente tossico per i tessuti tumorali, senza tuttavia che si evidenzino segni di tossicità per i tessuti circostanti sani.
Tutte le terapie scelte per questi studi sono basate sull’uso di farmaci che utilizzano l’acidità tumorale come target o andando ad inibire i meccanismi che la provocano – ossia gli inibitori della pompa protonica – o, ancora, semplicemente andando tamponando – avvalendosi del bicarbonato – o cambiando il loro stato quando concentrati all’interno dei tumori – con l’arancio di acridina -.
Pertanto, la teoria del vecchio professor Otto Henrich Warburg sembra oggi trovare ulteriori conferme, anche se evidentemente non è che ne avesse bisogno, ma sicuramente era necessario che queste conoscenze venissero rese note anche all’opinione pubblica. Solo così, infatti, ognuno ha la facoltà di decidere per la propria salute, sapendo che essa è determinata da ciò che si mangia. Una persona sana ha i valori del pH del sangue compresi tra 7,4 e 7,45. Se questi valori sono inferiori a 7 si va incontro al coma. Per mantenere elevato il pH e quindi proteggere la propria salute è fondamentale evitare tutti quei cibi acidificanti: al primo posto di questo elenco troviamo lo zucchero raffinato, privo di vitamine e minerali, ricco esclusivamente di carboidrati raffinati che affaticano il pancreas; dopodiché troviamo la carne e tutti i latticini; anche le farine ed i loro derivati, nonché tutti gli alimenti in scatola, la margarina, il caffè, il the nero e l’alcol. Bisogna tenere in considerazione che qualsiasi cibo cotto aumenta l’acidità mentre elimina l’ossigeno. E poi, naturalmente, non va dimenticato che anche tutti i farmaci, dagli antibiotici ai chemioterapici, sono acidificanti!
I soli cibi alcalini sono rappresentati dalle verdure e da alcuni tipi di frutta. Perciò, per mantenersi in buona salute andrebbero consumate quotidianamente abbondanti quantità di verdura di varietà diverse, naturalmente cruda. Più riusciamo a bilanciare positivamente i cibi alcalini rispetto a quelli acidificanti e meno dovremo preoccuparci di incorrere in eventuali patologie degenerative.

© Copyright 2013 Jessica Savogin Pezzetta, Giornalista Scientifica, Editore e Presidente A. C. Edizioni Scientifiche Still, http://www.edizioniscientifichestill.com

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Il mito delle proteine

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LA DOMANDA CHE MOLTI SI PONGONO E’ SENZA LA CARNE POSSO SODDISFARE IL MIO FABBISOGNO DI PROTEINE ?
La disinformazione, in questo campo, raggiunge livelli spaventosi e, con un po’ di ricerca, si può scoprire che la maggior parte dei luoghi comuni che ogni giorno sentiamo sono soltanto falsità. Prima di tutto, analizziamo la definizione di “proteina”. Nel 1838, un chimico olandese, Gerrit Jan Mulder, isolò una sostanza contenente nitrogeno, carbonio, idrogeno, ossigeno e altri elementi in traccia. Egli dimostrò che questo composto chimico è la base della vita e lo battezzò “proteina”, che significa primo stadio. In seguito è stato dimostrato che le proteine sono essenziali per la vita: tutti gli organismi ne devono ingerire una certa quantità per vivere perché, si scoprì dopo, le proteine sono composte di amminoacidi, i “mattoni” su cui si costruisce la vita. Le piante sono in grado di sintetizzare gli amminoacidi, a partire dall’aria, dalla terra e dall’acqua; gli animali, invece, dipendono dalle piante per le proteine, o mangiandole direttamente o indirettamente attraverso la carne di altri animali che le hanno a loro volte mangiate e metabolizzate. Quindi solo in regno vegetale ha la capacità di produrre proteine. Gli uomini hanno la possibilità di scegliere se assumere le proteine direttamente dalle piante oppure indirettamente dalla carne macellata e con costi elevati (uno dei motivi per i quali la carne costa così tanto è che gli animali vengono costretti a ingurgitare spropositate quantità di proteine vegetali prima di raggiungere la stanza da macello). Non esistono quindi amminoacidi nella carne che non siano derivati dalle piante. Mangiare cibi vegetali ha l’ulteriore vantaggio di combinare gli amminoacidi con altre sostanze essenziali per la corretta utilizzazione delle proteine: carboidrati, vitamine, sali minerali, enzimi, ormoni, clorofilla e altri elementi che solo le piante possono fornire.
GLI AMMINOACIDI SONO 22
di cui 14 “non essenziali” e 8 “essenziali”. “Essenziali” perché il corpo non può produrli autonomamente e ha bisogno di assumerli dai cibi. Gli amminoacidi “essenziali” sono: leucina, isoleucina, valina, lisina, triptofano, treonina, metionina, e fenilalanina. Fino agli anni ’50 la carne era considerata un’ottima fonte di proteine, in quanto contiene tutti e otto gli amminoacidi “essenziali”, ma al giorno d’oggi noi sappiamo che anche molti alimenti vegetali contengono tutti e otto gli amminoacidi (anche se non in proporzioni perfette), e in molti casi sono addirittura superiori, dal punto di vista nutrizionale, della carne. In parole povere gli amminoacidi “essenziali” esistono in abbondanza in alimenti senza carne. Quali? Il grano, i legumi i prodotti del latte sono tutti concentrati di proteine; trenta grammi di lenticchie o di arachidi, ad esempio, contengono più proteine di un hamburger o di una bistecca di maiale. Molte autorità in campo medico sono d’accordo nell’affermare che i singoli alimenti vegetariani contengono proteine più che sufficienti. Nel 1954 un gruppo di scienziati dell’università di Harvard intraprese uno studio specifico e scoprì che quando si mangiano insieme una certa varietà di verdure, cereali e prodotti del latte, la combinazione produce più dell’apporto necessario di proteine giornaliere. Il loro rapporto giungeva alla conclusione che, a dire il vero, è piuttosto difficile seguire una dieta vegetariana senza superare il fabbisogno proteico del corpo umano! Più di recente, nel 1972, il dottor F. Stare di Harvard ha condotto una propria ricerca sul consumo di proteine tra i vegetariani. Le sue scoperte sono sorprendenti: la maggioranza dei soggetti osservati assumeva il doppio del proprio fabbisogno giornaliero di proteine. In una serie di prove comparative condotte dal dottor Irving Fisher di Yale, i vegetariani risultavano di gran lunga migliori negli stessi test fisici proposti ai “carnivori”. Inoltre il dottor Iotekyo e il dottor Kipani, all’università di Bruxelles, hanno dimostrato che i vegetariani riuscivano a superare alcune prove di potenza fisica, protraendole per un tempo due o tre volte più lungo dei “carnivori” prima di stancarsi, e si riprendevano dalla fatica in un quinto del tempo necessario agli altri.

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PER CONCLUDERE E’ EVIDENTE CHE IL LUOGO COMUNE,
ampiamente diffuso, che soltanto la carne contenga le proteine necessarie alla sopravvivenza dell’uomo è una menzogna derivata dall’ignoranza o dalla mala fede. Legumi come i fagioli, la soia, le lenticchie e i ceci contengono in proporzione addirittura più proteine di una bistecca. I vegetariani, spesso, superano il fabbisogno giornaliero di proteine, e di fatto non hanno alcun problema nutrizionale. Anzi godono di ottima salute, proprio perché non mangiano carne di nessun genere e non costringono l’organismo a lavorare in maniera innaturale. L’unica cosa che si richiede ai vegetariani è una minima conoscenza dei cibi che ingeriscono, e questo per evitare che siano carenti o eccedenti di proteine. Niente altro. Il problema, in realtà, è come al solito l’enorme interesse economico che ruota attorno alla produzione di carne. Il sistema, ormai consolidato, difficilmente potrà cadere. Se l’uomo non vuole sapere, non saprà mai.

 

http://ilfattaccio.org

10 motivi per mangiare le olive nere giornalmente

Trovo che le olive, verdi e nere, accompagnate a del buon pane casalingo ed un bicchiere di vino, possano costituire un’ottimo pranzo, leggero e nutriente. Ma oltre che soddisfare il palato col loro delizioso sapore, le olive sono un alimento prezioso, non solo per l’olio che ricaviamo dalla loro spremitura.

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1 . Benefici cardiovascolari Quando i radicali liberi ossidano il colesterolo, i vasi sanguigni sono danneggiati e il grasso si accumula nelle arterie  e questo facilita le patologie legate al cuore. I nutrienti antiossidanti delle olive nere impediscono l’ossidazione del colesterolo  contribuendo così a prevenire le malattie cardiache . Le olive contengono grassi monoinsaturi utili a ridurre il rischio di aterosclerosi e ad aumentare il colesterolo buono . Studi recenti hanno dimostrato che i grassi monoinsaturi, che si trovano nelle olive ( e olio d’oliva) possono aiutare a diminuire la pressione sanguigna .

2 . Perdita di peso Sembra che i grassi monoinsaturi possano favorire la perdita di peso. Chi consuma olive ha alti livelli di serotonina, e questo comporta anche un aumento della sazietà.

3 .Prevenzione del cancro Le proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie delle olive aiutano per una maggiore protezione contro lo stress ossidativo cronico. Poiché l’infiammazione cronica può essere fattore chiave nello sviluppo del cancro, se le nostre cellule vengono sopraffatte dallo stress ossidativo e dall’infiammazione cronica , il nostro rischio di aumento delle cellule cancerogen è  aumentato .  Le olive nere sono una grande fonte di vitamina E  ed hanno la capacità di neutralizzare i radicali liberi nel grasso corporeo . Soprattutto quando si lavora con i grassi monoinsaturi stabili presenti nelle olive , la vitamina E può rendere i processi cellulari più sicuri . Studi hanno dimostrato che una dieta integrata con olio d’oliva porta ad un minor rischio di cancro al colon.

4 . Naturale ibuprofene Oltre a tutti i benefici legati all’utilizzo dell’olio extravergine di oliva, ricordiamo in particolare che, fra i polifenoli, è stata recentemente isolata una molecola denominata oleocantale, che ha proprietà analgesiche: di fatto funge da antinfiammatorio naturale, simile all’ibuprofene, sostanza chimico-farmaceutica utilizzata per lenire le patologie osteo-articolari più ricorrenti.

5 . Benessere della pelle e dei capelli Le olive nere sono ricche di acidi grassi e antiossidanti che nutrono , idratano e proteggono. La vitamina E è indicata anche per proteggere la pelle dalle radiazioni ultraviolette, previene l’invecchiamento precoce delle pelle. Possiamo ottenere degli ottimi benefici sulla pelle lavando il viso con acqua tiepida e applicando alcune gocce di olio di oliva, massaggiare e lasciare agire il tutto per 15 minuti prima di sciacquare . Per un’ottima maschera per capelli potete usare dell’olio d’oliva miscelato ad un uovo, passate l’impasto nei capelli e lasciate in posa per 20 minuti prima di procedere al normale lavaggio.

6 . Calo delle allergie La nuova ricerca spiega come funzionano gli effetti delle olive, nel dare beneficio antinfiammatorio, legato soprattutto al campo delle allergie.  Gli estratti di ulivo è stato dimostrato funzionano come antistaminici a livello cellulare, bloccando i recettori dell’istamina speciali ( chiamati recettori H1 ) , i componenti univoci, negli estratti dell’ oliva possono aiutare a ridurre la risposta all’istamina di una cella . E’ possibile che le olive, abbiano un ruolo particolare come parte di una dieta anti-allergenici, migliorando la circolazione, aumentando il flusso di sangue e contribuendo a ridurre gli effetti di malattie come l’asma : attraverso le sue proprietà antinfiammatorie .

7 . Benessere dell’apparato digerente Il consumo frequente di vitamina E e  grassi monoinsaturi, presenti nelle olive nere è associato a una minore incidenza di cancro del colon . Questi nutrienti aiutano a prevenire il cancro al colon neutralizzando i radicali liberi , la funzione protettiva dell’ olio di oliva ha un effetto benefico anche sulle ulcere e gastriti . L’olio d’oliva attiva la secrezione della bile e degli ormoni pancreatici in modo naturale riducendo così l’incidenza di formazione di calcoli biliari . Una tazza di olive nere contiene anche il 17 % dell’indennità giornaliera di fibra, che promuove la salute del tratto digerente , contribuendo a spostare il cibo in modo sano.

8 . Ottima fonte di ferro Olive, soprattutto quelle nere esono molto ricche di ferro, la capacità dei globuli rossi di trasportare l’ ossigeno attraverso il corpo è dovuto alla presenza di ferro nel sangue . Se si soffre di una mancanza di ferro , i nostri tessuti non ricevono abbastanza ossigeno , e di conseguenza possiamo sentire freddo o  sentirci più deboli. Il ferro svolge un ruolo fondamentale anche nella produzione di energia . Esso è una parte necessaria di un certo numero di enzimi , tra cui ferro catalasi , perossidasi ferro , e gli enzimi citocromo . Aiuta anche a produrre carnitina , un aminoacido non essenziale importante per l’utilizzo del grasso . Per coronare il tutto , il corretto funzionamento del sistema immunitario dipende dalla presenza sufficiente di ferro.

9 . Salute degli occhi Una tazza di olive contiene dieci per cento della dose giornaliera raccomandata di vitamina A che, una volta convertito in forma della retina , è fondamentale per la salute degli occhi . Consente all’occhio di distinguere meglio tra luce e buio , migliorando in tal modo la visione notturna . Inoltre , la vitamina A è creduta efficace contro la cataratta , degenerazione maculare , glaucoma e altre malattie oculari di legate all’età .

10 . Aumenta i livelli ematici di glutatione Le olive hanno mostrato la capacità di aumentare i livelli ematici di glutatione ( uno dei principali nutrienti antiossidanti del corpo ) . Il consumo di olive è associata a livelli di glutatione significativamente più alti nel sangue e di conseguenza un miglioramento della capacità antiossidante .

http://www.ambientebio.it

Un alimento da evitare: latte di mucca.

La verità sul latte di mucca: intervista alla dott.ssa Luciana Baroni

http://www.eticamente.net

Dal punto di vista etico il latte vaccino (quello di mucca) è proprio da evitare: in natura viene prodotto dalla mucca per nutrire il suo vitellino e quindi perchè darlo all’uomo? Le condizioni di vita, poi, di una mucca da latte sono drammatiche e profondamente crudeli. Ma anche dal punto di vista della salute umana il latte deve essere eliminato?

Lo chiediamo alla Dott.ssa Luciana Baroni, Specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Master Universitario Internazionale in Nutrizione e Dietetica, Esperta in alimentazione a base Vegetale.

1- Il latte di mucca è una bevanda adatta all’uomo? Perchè?

Che non sia adatta lo dice la biologia. L’essere umano perde la capacita’ di digerire il latte qualche anno dopo lo svezzamento, diventando secondo natura intollerante al lattosio. Solo grazie a una mutazione genetica alcuni individui mantengono la capacita’ di digerirlo e possono continuare ad assumerlo senza conseguenze a breve termine sulla salute, mentre rimangono a rischio di quelle a lungo termine a cui accenneremo poi.

2- Che differenza c’è tra latte umano e latte vaccino?

E’ differente la composizione, il latte umano ha una quantita’ di proteine inferiore. La concentrazione delle proteine del latte di una data specie e’ in funzione della velocita’ di accrescimento del lattante. Chiaramente l’essere umano ha un ritmo di crescita inferiore rispetto a quello del vitellino.

3- E’ pensiero comune che il latte è fondamentale per la salute delle ossa. E’ vero?

Non e’ cosi, il latte e’ una delle fonti di calcio della dieta, ma non e’ l’unica. Se gli studi dimostrano che adeguate assunzioni di calcio sono importanti per la salute dell’osso, non ci sono per contro studi che dimostrino questo effetto per il consumo di latte.

4- La vitamina B12, così importante per lo sviluppo fisico e neurologico e presente solo negli alimenti di origine animale, perchè c’è nel latte di mucca?

La vitamina B12 è presente nel latte vaccino in basse quantita’, e in questo senso il latte non e’ una fonte sufficiente di vitamina B12. In tutti i mammiferi la vitamina B12 passa nel latte, grazie all’assunzione di vitamina da parte della madre che allatta. Nelle mucche, la vitamina B12 proviene ormai dal mangime addizionato con questa e molti altri nutrienti. Una mucca da latte infatti non potrebbe sopravvivere se potesse ricavare cibo solo dal pascolo, e’ necessario nutrirla con mangime proteico che deve essere addizionato di tutti i nutrienti necessari alla sopravvivenza della mucca e alla produzione innaturale di enormi quantita’ di latte.

5 – Quando si beve il latte di mucca s’introduce solo il latte naturale o anche tutti i medicinali dati alle mucche da latte? Cosa assumono le mucche in allevamento in termini di medicinali?

Nel latte passano tutti i nutrienti, ma anche i tossici e gli inquinanti che circolano nel sangue dell’animale. Una mucca da latte assume da una parte gli inquinanti presenti nel mangime (utilizzati per la produzione intensiva di cereali e soia, quindi fertilizzanti, erbicidi e pesticidi), dall’altra le vengono somministrate altre sostanze soprattutto per evitare l’infezione della mammella causata dalla produzione di decine di litri di latte al giorno.

6- Quali sono le patologie a cui si va incontro assumendo latte vaccino?

Il latte veicola grassi animali, che  sappiamo essere un fattore favorente  tutte le patologie cardiovascolari. Inoltre il consumo di latte e’ stato messo in relazione con un rischio aumentato di tumore della prostata e dell’ovaio.

7- Anche i bambini possono crescere senza latte vaccino?

I bambini non hanno mai bisogno di latte vaccino, che anzi e’ raccomandato non venga mai somministrato prima dell’anno d’eta’. I bambini dovrebbero crescere con il latte materno finche’ per la madre sia possibile produrlo, e il piu’ a lungo possibile. Anche durante lo svezzamento mantenere nella dieta il latte materno e’ un vantaggio per il bambino. Il ruolo del latte nella dieta e’ quello di apprortare calcio, ma  fortunatamente la natura ci mette a disposizione altre fonti di calcio a partire dal regno vegetale e dall’acqua.

8- Quali sono i benefici di un’alimentazione priva di latte di mucca?

In eta’ infantile il consumo di latte favorisce le allergie e le infezioni respiratorie, eventi che si riducono di frequenza nei bambini che non lo consumano. Successivamente, i vantaggi a lungo termine sono quelli di ridurre il rischio delle patologie precedentemente menzionate.

9- Tutto quello che mi ha detto vale anche per i formaggi?

No, i formaggi sono peggiori del latte, in quanto sono un concentrato di grassi e proteine, oltre che di inquinanti, e hanno in piu’ l’effetto di aumentare le scorie acide che il rene deve eliminare, facilitando la perdita di calcio con l’urina.

10- E delle uova cosa mi dice?

Anche l’uovo e’ un prodotto dell’animale, quindi concentrerà gli inquinanti presenti nel sangue della gallina, ed e’ un alimento molto ricco di colesterolo e in piu’ puo’ presentare problemi igienici.

11- Mi può citare studi riconosciuti a livello mondiale che sostengono tutto ciò che lei ha dichiarato?

Basta consultare il sito della Harvard School of Public Health di Boston, centro di ricerca internazionalmente riconosciuto, dove sono stati condotti i 3 più importanti studi di epidemiologia nutrizionale al mondo. La loro posizione, che deriva dai risultati di questi studi, e’ decisamente contraria al consumo di latte.(http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/calcium-and-milk/)

12- Perchè abbiamo introdotto nell’alimentazione umana il latte vaccino?

Probabilmente per comodita’, l’uomo nomade poteva spostarsi portandosi dietro l’animale che produceva questa bevanda calda che gli forniva nutrienti che all’epoca potevano essere di difficile reperimento. Ormai non è più così, fortunatamente, la storia dell’uomo è andata in un’altra direzione. Il pericolo maggiore per la nostra specie è l’eccesso di cibo.

13- Se il latte vaccino è così dannoso perchè la maggior parte della classe medica continua ad esaltare le sue proprietà nutritive?

La dinamica e’ questa: alcuni esperti vengono invitati a fornire sul latte informazioni che non si basano su dati scientifici ma rappresentano una loro personale opinione, ma che tuttavia quando trasmesse dai mass-media vengono considerate verita’ scientifiche indiscutibili. Queste stesse informazioni sono la fonte delle conoscenze della maggior parte dei medici sull’argomento, che in buona fede recepiscono informazioni scorrette senza saperlo.

14 – Come fare per poter falsare il pregiudizio che il latte e derivati fanno bene e sono essenziali per la nostra salute?

Si tratta di un pregiudizio che risponde esclusivamente a criteri commerciali quindi poiche’ c’e’ di mezzo il profitto non credo sara’ semplice. E’ dalla presa di coscienza di molte persone responsabili che puo’ venire il cambiamento.

15- Lei è presidente dell’associazione scientifica di nutrizione vegetariana: perchè promuovere uno stile di vita vegetariano se latte e derivati e uova sono dannosi? Perchè non cercare di diffondere un’alimentazione unicamente vegana?

Noi non promuoviamo il consumo di latticini e uova ma promuoviamo un’alimentazione vegetariana, che puo’ o meno includere, come cibi opzionali, anche i latticini e le uova, ma il cui fondamento e’ rappresentato dai 5 gruppi di cibi vegetali: cereali, legumi, verdura, frutta e frutta secca.

16 – Ha un pensiero in merito a questo argomento che vuole esprimere?

Non credo che sia utile confondere le opinioni personali, che solitamente mi astengo dall’esprimere, con quelli che sono i dati oggettivi che la letteratura ci offre. Io solitamente utilizzo solo questi come fonte di informazione e confronto

Nuovi studi sulla pericolosità degli alimenti OGM

 

New Study Proves GMOs Cause Severe Inflammation of the Stomach and Abnormally Enlarged Uteri in Pigs

Da www.occupymonsanto360.org      fonte: http://www.organic-systems.org/journal/81/8106.pdf e www.  http://sustainablepulse.com

By Fritz Kreiss

A new study by scientist Judy Carman, PhD. that was just published in the peer reviewed journal Organic Systems on the effects of a (now normal) diet of mixed GMO feeds for pigs causes some disturbing health problems, particularly regarding the digestive and reproductive systems and a likely strong involvement of the endocrine system.  Like the now famous Seralini GMO study on rats, this one was also designed as a “lifetime” test but was not designed for the natural life span of 10 years or so that domesticated pigs could have, instead it was based on a lifetime of approximately 6 months which is the norm in today’s pig industry.  The industry standard for previous GMO tests is a mere 90 days on rats, and of course this standard was set by Monsanto itself since they have never allowed independent testing of their controversial GMOs (they actually tested them for more than 90 days but stopped testing and hid the results of everything after that point, likely due to evidence that GMOs are and were harmful to their health). One of the general findings of this study were that the pigs fed GMO feed after being weaned from their mothers were approximately 2.6 times more likely to have severe inflammation of the stomach and stomach lining.  The precise causes of this dramatic increase in inflammation are not fully known at this time, only that GMOs were proven well beyond the point of statistical significance to be the cause, and the authors of the study are calling for further research into the matter with future more focused studies.  The general belief of the possible cause is that the Cry proteins from the Bt toxin producing/containing GMOs are likely much worse for humans than previously believed, as they have been found to be forming bonds and avoiding digestion in previous tests on both mice and pigs throughout not only the stomach but the vast majority of the digestive tract.  While neither pigs nor us are insects, it’s worth noting that these proteins are chosen as a potent insecticide because it has similar actions on their digestive systems, only magnified to be strong enough to rupture their stomachs completely in a short period of time.  It’s also important to consider when looking at this study that the findings are very conservative and understated as all the test pigs were born to and raised by GMO fed sows before being weaned and entered into the test, and even the non-GMO fed test subjects were fed with feed tainted with approximately 1% GMOs as that is the norm in US without going to extra lengths to find a purer source.  Inflammation of this type and degree can cause numerous health complications in the long term, up to and including cancer.

The other very notable finding of this study is that the GMO feed caused the female pigs to have their uteri (uterus) enlarged by an average of a disturbing 25%!  The exact reason(s) for how and why this occurred was not fully discerned by the study but is believed to be pathological, as they stated:

“The reported difference in uterine weight warrants further investigation in future studies because such a biologically significant difference in uterine weights may reflect endometrial hyperplasia or carcinoma, endometritis, endometriosis, adenomyosis, inflammation, a thickening of the myometrium, or the presence of polyps. The uteri from two GM-fed pigs were full of fluid compared to nil from non-GM-fed pigs (Table 3) which may be linked to pathology. The link between an increase in uterine weights and GM feeding is supported by other authors (Brasil et al., 2009) who found that GM soy-fed rats had a statistically significant 59% increase in the density of the uterine endometrial glandular epithelium compared to rats fed an equivalent organic soy diet. Further studies should include histology, blood oestrogen, progesterone and cytokine concentrations, and which GM crop(s) and their GM protein products may, or may not, be involved. As this study used neutered males, further studies are required to investigate any potential effect of these crops on male reproduction. Multigenerational reproductive studies should also be considered”.

In conclusion, considering the evidence this study and the fact that pigs are so consistently fed a fully GMO diet in modern conventional and factory farming and have a great deal in common with humans in terms of genetics and physiology, much more testing and in depth study of the effects of these foods on our health is called for, especially considering how impressively these experimental crops have embedded themselves into the food supply of the US and many other countries.  Long term testing in particular is especially important as the majority of health problems showing to be related to or caused by GMOs are chronic ones that take time to show up and/or greatly compound over time.

About Fritz Kreiss

Fritz Kreiss is the founding head of Occupy Monsanto. He has a history in natural health, nutrition, herbal medicine, Eastern Medicine, acupuncture, kinesiology, physiology, and many years of practice as a professional massage therapist and teacher.