Lapacho l’albero che cura candidosi ed infezioni intestinali.

 

Una pianta dalle interessantissime proprietà non ancora conosciuta come meriterebbe: ecco un estratto di ciò che ne scrive Michael T. Murray nel libro Il potere delle piante medicinali

 Uso tradizionale.

Gli indigeni nativi del Brasile fanno riferimento al Lapacho, anche come Pau d’Arco o Ipe Roxo. Essi utilizzano la corteccia interna come rimedio tradizionale per un’ampia varietà di affezioni, inclusi foruncoli, colite, dissenteria, enuresi notturna, febbre, mal di gola, ferite, tumori, ulcere, disturbi respiratori, artrite, cistite, stipsi, prostatite e disturbi circolatori.

Farmacologia

Nell’ultimo secolo, il Lapacho, conosciuto anche come Tabebuia, è stato sottoposto a numerose sperimentazioni. Il primo principio attivo ad essere studiato fu il lapacholo; tuttavia, è interessante notare che in molti studi sono stati ottenuti risultati significativamente migliori con l’estratto totale, mentre l’efficacia si riduceva a mano a mano che gli estratti venivano raffinati o con l’uso di principi attivi singoli.

Attività antibatterica

Nel 1956, un gruppo di ricerca (Università di Recife ) isolò il lapacholo dall’albero di Tabebuia avellanedae. De Lima e coll. dimostrarono un’attività antimicrobica contro i batteri Gram+ e acid-fast e una forte attività contro le specie di Brucella. E’ importante notare che De Lima riscontrò che, con progressive purificazioni, l’attività antimicrobica dell’estratto diminuiva: gli autori conclusero che più principi attivi erano presenti nell’estratto. Più tardi, lo stesso gruppo di ricerca pubblicò uno studio in cui si proclamava la scoperta di una nuova sostanza antibiotica tratta dalla Tabebuia avellanedae, che dimostrava “ una potente azione anti-Brucella ed un comportamento micostatico”: l’estratto dell’albero di Tabebuia conteneva alfa-lapachone, beta-lapachone, ed un nuovo chinone, che chiamarono xiloidone.

Nel 1967, all’Università di Alberdeen, Burnett e Thomson scoprirono nel duramen dell’albero sette naftochinoni, nove antrachinoni, lapachenolo, quercetina ed acidi o- e p-idrossibenzoico. Diversi di questi hanno una forte attività battericida e fungicida. I naftochinoni sono molto attivi contro la Candida albicans e il Trichophyton mentagrophytes. Il lapacholo ha dimostrato di possedere attività antimicrobica ed antivirale ed il beta-lapachone un’attività antiparassitaria diversificata ed antivirale. L’alfa-lapachone è risultato attivo anche contro certi parassiti e lo xiloidone era attivo contro numerosi batteri e funghi come Staphilococcus aureus e le specie di Brucella. Anche gli agenti causali della tubercolosi, della dissenteria e dell’antrace vengono inibiti dallo xilodone. Oltre alla sua attività contro una gran varietà di batteri, questo chinone inibisce diverse specie di funghi ( Candida albicans, Candida kruzei e Candida neoformans ).

Immagine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...