La sorgente sgorga dal profondo

E’ certamente interessante leggere le considerazioni introduttive che il dottore Jean Valnet esponeva nella premessa alla sesta edizione del suo libro “Aromaterapia” alla luce del fatto che oltre 40 anni fa il potere economico delle aziende farmaceutiche ( ancora non erano soprannominate Big Pharma nè avevano le dimensioni planetarie di oggi ) non era certo paragonabile a quello odierno. Anche l’impiego della chimica in agricoltura non era quello che conosciamo oggi e le coltivazioni geneticamente modificate ancora avevano da venire.

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Dato che “La sorgente sgorga dal profondo”, il vero successo di questo lavoro deve anche, incontestabilmente, attribuirsi all’opinione pubblica che, sempre più delusa se non gravemente danneggiata dalle terapie “d’urto”, ritorna – di giorno in giorno ed a velocità accellerata – a rimedi efficaci e nello stesso tempo sprovvisti di tossicità: a quei metodi di cura che hanno anche, a loro favore, un’esperienza di molti secoli se non di millenni. I malati gravi sono, fortunatamente, una minoranza. Per essi può essere giustificato l’impiego di prodotti aggressivi e pericolosi. L’importante è di sapere, sotto la propria responsabilità, soppesare “il pro ed il contro”, pronti a rischiare effetti secondari più o meno dolorosi per salvare una vita.
Ma per gli altri, i malaticci, i cronici ( anche quando non hanno ancora dieci anni ), per coloro che, pur non avendo nulla di grave non stanno mai bene, la Natura rimane ancora, e senza dubbio per molto tempo, il più perfezionato di tutti i grandi laboratori del Mondo.
Affermare che l’aromaterapia e la fitoterapia guariscano ogni volta il complesso delle sindromi che si abbattono giornalmente sulla nostra umanità, sarebbe senza dubbio presuntuoso. Ed io non l’ho mai preteso. Ma da molto tempo non bisognerebbe più dubitare che l’uso intelligente e paziente di queste cure migliora – poco o molto certamente secondo i casi, ma sempre – la quasi totalità delle nostre miserie.
L’aromaterapia e la fitoterapia possono portare a risultati che nessuna terapia moderna saprebbe ottenere, e molto più spesso di quanto si oserebbe immaginare.
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Ma è soprattutto in quanto terapeutica di fondo, giornaliera, in frequente associazione con altri mezzi – preferibilmente naturali ma all’occasione, “costretti”, con i prodotti chimici – che le essenze aromatiche ( e le piante in generale ) s’impongono, ancora una volta, oggi, dopo un periodo d’oblio. In una politica preventiva di di ben intesa salute, non bisogna perdere la speranza di vedere un numero sempre maggiore di nostri “luminari” interessarsi a questo problema ben superiore a molti altri.
Allorchè tali preoccupazioni saranno all’ordine del giorno, l’aromaterapia riprenderà, per il bene di tutti e quello dell’economia, il posto che per un certo tempo le è stato tolto dal miraggio della chimica. Sebbene gli additivi nocivi autorizzati nell’alimentazione e nell’agricoltura siano numericamente inferiori a quelli permessi in certi paesi stranieri, anche in Francia non ce ne sono pochi. Su 1100 campioni di ortaggi e frutti immessi al consumo nel 1970, 700 contenevano, secondo la Socità dei Farmacisti di Montpellier, degli antiparassitari. Utilizzato giornalmente, indispensabile alla vita, il vegetale è il re. Occorre che esso rimanga puro. E’ noto purtroppo che da molto tempo le cose stanno andando diversamente.

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